Barack
Obama, 47 anni, è da martedì 4 novembre 2008 il 44° Presidente
degli Stati Uniti.
E’ un momento simbolico che sembrava impensabile appena due anni fa. Avevo
intitolato allora il mio ultimo lavoro “Monologhi interculturali”.
Oggi più nessuno dubita che tutto può succedere in America.
I taranesi avevano capito per primi che il cambiamento non è un sogno
impossibile, quando hanno risposto massicciamente al nostro appello di ripudiare
l’amministrazione campanilistica e xenofoba del passato.
Il cambiamento è entrato ormai nelle mentalità e bisogna saperlo
mantenere, perché il mondo è cambiato e le ricette del passato
sono obsolete.
Oggi si parla di solidarietà, di salvaguardia dell’ambiente, di
fine dell’ultraliberismo e del suo corollario, il malcostume. Non bastano
più le competenze approssimative e l’approccio arrogante ai problemi
per poter competere.
Al di là delle frontiere e degli steccati
non ci sono più i nemici tradizionali, né austriaci minacciosi,
né neri, né bianchi, né rossi.
Ci sono invece i valori da difendere, come la qualità dell’ambiente,
il rispetto dell’altro, la verità, il merito e soprattutto l’onestà.
Vorrei aggiungere che anche la partecipazione dei cittadini alla vita collettiva
è un valore. L’affluenza alle urne del popolo americano lo sta
a dimostrare. La partecipazione richiede tuttavia una informazione continuativa
e la più completa possibile non i semplici spot elettorali dell’ultima
ora. E’ quello che abbiamo fatto, invitando i cittadini ad assistere ai
Consigli comunali, a venire in Comune ad esporre eventuali problemi, aprendo
un sito interattivo e aggiornato su tutti gli argomenti che interessano il rapporto
dei cittadini con il Comune e progettando la partecipazione dei cittadini alla
formulazione del bilancio comunale.